Nella giornata di ieri sono state rese note le decisioni della Federal Reserve in merito alla politica monetaria da adottare, contesto delicato per gli investitori in vista della chiusura dell’anno, i quali sono alle prese con l’hedging delle posizioni.
Al termine del board i componenti hanno confermato il tasso di riferimento, fissato in un intervallo compreso tra lo 0% e lo 0,25%, la banca centrale statunitense ha ribadito che manterrà i tassi di interesse a tali livelli fino a quando l'economia non avrà raggiunto la piena occupazione ed il tasso di inflazione non raggiungerà il 2%, inoltre, la Fed ha deciso di accelerare il tapering per un ammontare di 20 miliardi di dollari al mese, portandoli a 40 a partire da Gennaio 2022, ma è importante notare come, secondo le proiezioni, la maggior parte dei membri ipotizzi tre aumenti dei tassi di interesse nel corso del 2022, fino ad arrivare vicino all'1% a fine anno.
Intanto la BoE si è espressa in merito ai tassi di interesse, aumentandoli allo 0,25%, al di sopra delle previsioni che vedevano tali tassi inalterati allo 0,10%, ma anche la Bce ha rilasciato le sue decisioni in merito ai tassi, lasciandoli invariati, mentre Il Consiglio direttivo ritiene che la ripresa economica consenta una graduale riduzione del ritmo degli acquisti di attività nei prossimi trimestri, tuttavia è ancora necessario uno stimolo monetario affinché l'inflazione si stabilizzi all'obiettivo.
Il mercato obbligazionario reagisce male, in questo momento i Btp italiani con scadenza decennale rendono lo 0,977%, in aumento rispetto alla lettura precedente, ed anche gli omonimi Bund tedeschi presentano rendimenti tutt’ora al rialzo, stabilendosi ora al -0,344%, con lo spread in ampiamento a 132 punti base.