Riprendono lo slancio i rendimenti obbligazionari, con il Btp a dieci anni che alle ore 16h57 presenta un costo di finanziamento del 3,91%, 10 punti base in più rispetto alla vigilia. Anche il tasso del decennale tedesco è in aumento, a 2,28%, con lo spread tra i due titoli che torna sopra ai 160pb.
Questa settimana sono in programma diversi interventi da parte dei membri della Fed e della Bce, in occasione del World Economic Forum a Davos. In particolare, si sta tenendo in questo momento il discorso della numero uno di Francoforte, Christine Lagarde, con gli investitori che sperano in una maggior chiarezza sulle mosse della Banca centrale per il prossimo periodo. Finora, "le dichiarazioni del membro della Federal Reserve, Christopher Waller, hanno portato solo a un modesto riprezzamento dei forward, e gli operatori di mercato sembrano ancora assegnare una probabilità quasi del 100% a un primo taglio dei tassi ad aprile, visto come l'inizio di una serie di sei tagli consecutivi dei tassi di 25 punti base fino alla fine dell'anno”, affermano gli strategist di Unicredit Research. Sullo spread, "il Governo italiano ha dato prova di una gestione fiscale prudente e lo spread Btp/Bund non ha tradito eccessivi timori circa la capacità dell'Italia di far fronte ai propri obblighi in un contesto di tassi più elevati". Queste sono le parole di Philippe Noyard, Global Head of Fixed Income di Candriam, che ha dichiarato di aver aumentato il peso dei titoli italiani. “Con i livelli di spread tornati a quelli della primavera del 2022, non vediamo più la giustificazione per rinunciare al carry più elevato offerto dal debito dell'Italia tra gli emittenti sovrani in euro", conclude l’esperto.