Scendono i rendimenti obbligazionari nell’Eurozona. Alle ore 17h20 il BTP decennale rende il 3,67% (-4 bp) e il Bund decennale scende al 2,41% (-2 bp) facendo allargare lo spread Btp-Bund a 127,8 pb. Salgono di poco i rendimenti dei Treasury americani a 10 anni dopo la riunione della Fed.
La Federal Reserve ha deciso all’unanimità di lasciare i tassi invariati nell’intervallo tra il 5,25% e il 5,50%, scelta ampiamente prevista dagli esperti. I membri del FOMC continuano a ipotizzare tre tagli nel 2024, invariati rispetto alle loro previsioni di fine 2023. Tutto questo sarà possibile quando ci saranno maggiori conferme e certezze sul fatto che l’inflazione sia stata davvero sconfitta. "Bce e Fed hanno chiarito che è prematuro discutere di riduzioni dei tassi: sebbene l'inflazione sia in calo, permane ben al di sopra degli obiettivi prefissati. Inoltre, l'alta inflazione è sostenuta da fattori endogeni, come salari elevati nel settore dei servizi, situazione che induce prudenza nelle Banche Centrali, specialmente alla luce dei recenti dati sull'inflazione, sorprendentemente alti. Tuttavia, sia Christine Lagarde che Jerome Powell hanno confermato che la traiettoria dei tassi è verso il basso, anticipando tagli non prima di giugno” afferma Francesco Castelli, responsabile obbligazionario di Banor.
Situazione analoga nel Regno unito dove la Bank of England nella giornata di giovedì ha confermato ancora i tassi d’interesse al 5,25%.
Intanto, la prima banca centrale ad andare contro corrente è la Banca centrale svizzera che abbassa i tassi del 25 pb passando dall’1,75% all’1,5%. La decisione era inaspettata dal mercato.