Rendimenti in rialzo per i governativi europei. Alle ore 16h57, il costo di finanziamento del decennale italiano è visto in aumento al 3,90%, più contenuto rispetto al Bund tedesco che guadagna 6 punti base, portandosi a 2,34%. Il differenziale tra i titoli cresce a 156,72 punti base. Secondo il “Bank Lending Survey” pubblicato dalla Bce, nel quarto trimestre del 2023 i criteri di credito per i prestiti verso le imprese hanno subito un inasprimento il quale, con tutta probabilità, si accentuerà ulteriormente nel primo trimestre del 2024. Come si legge nel report, le condizioni di prestito sono diventate più rigide in particolare nei confronti del settore immobiliare e nell’edilizia. Anche per le famiglie l’accesso ai prestiti bancari si è rivelato più ostico rispetto al trimestre precedente, con un inasprimento più pronunciato per il credito al consumo e meno per i prestiti finalizzati all’acquisto di abitazioni. Si è poi registrata una decisa contrazione nella domanda di prestiti da parte di imprese e famiglie, seppur meno marcata rispetto al trimestre precedente. A Piazza Affari, il 2024 potrebbe essere l’anno delle privatizzazioni. Dopo aver diminuito a novembre la propria quota di partecipazione di Monte dei Paschi di Siena al 39%, il governo italiano sembra deciso a cedere il 4% di Eni, con un incasso previsto di 2 miliardi di euro. L’obiettivo, come ribadito dalla premier Giorgia Meloni, è quello di raccogliere 20 miliardi di euro nel corso dei prossimi 3 anni, sebbene al momento non si sia ancora compiuto alcun passo concreto verso questa direzione. In Giappone, questa notte la Boj ha dichiarato che manterrà il costo del denaro invariato, a fronte di un’inflazione più contenuta e di un incremento dei salari ancora troppo esiguo. La decisione conferma le aspettative degli investitori, in un contesto macroeconomico ancora fortemente caratterizzato da incertezza.