I rendimenti dei titoli di stato europei tirano il freno, con il Btp decennale che paga un tasso del 3,60% e il Bund alla stessa scadenza del 2,29%. Si restringe ulteriormente il divario tra i due titoli, con lo spread che alle ore 17h13 è sotto ai 130 pb. “Il restringimento dello spread è avvenuto in un periodo caratterizzato da una ripresa degli asset a reddito fisso, che sono stati sotto pressione per la maggior parte di febbraio", affermano gli strategist di Unicredit Research.
Non riserva particolari sorprese la seduta della Bce, tenutasi questo pomeriggio. Durante la conferenza stampa, il presidente Christine Lagarde ha annunciato che i tassi resteranno invariati al 4,50%, confermando le aspettative del mercato. L’Istituto di Francoforte ha poi tagliato le stime sull’inflazione dell'area euro rispetto alle previsioni di dicembre: 2,3% nel 2024 (dal 2,7% precedente), 2% nel 2025 (dal 2,1%) e 1,9% nel 2026. Anche le stime sulla crescita per l’anno corrente sono state riviste a ribasso, passando allo 0,6% dallo 0,8% di dicembre. "Anche se gran parte degli indicatori d'inflazione sono ulteriormente rallentati, restano pressioni inflazionistiche interne, specialmente la crescita dei salari" ha spiegato Lagarde, puntualizzando che "l'attività economica resta debole, i consumatori continuano a non spendere, gli investimenti restano moderati e le aziende esportano meno”. Tuttavia, “i sondaggi indicano una ripresa graduale grazie all'inflazione in calo e agli stipendi che continuano a crescere". Il Consiglio direttivo, ancora una volta, ha promosso un approccio cauto: “ci servono più dati che arriveranno nei prossimi mesi, ne sapremo di più ad aprile e molto di più a giugno" ha concluso la numero uno della Bce.