Dopo le pesanti vendite registrate nella giornata di ieri sul mercato obbligazionario europeo è tornata una relativa stabilità, anche se i timori per la pressione inflazionistica (9% ad aprile, il dato proveniente dalla Gran Bretagna) e le aspettative su una politica monetaria più restrittiva, continuano a pesare sui titoli di Stato. Il tasso di finanziamento per il Btp italiano torna vicino ai 3 punti percentuali a 2,98%, mentre lo yield del Bund decennale nella giornata odierna si stabilizza sopra la soglia psicologica del 1%, intorno al’1,05%; spread in leggero aumento a 193,01 punti base. Sul fronte Banche Centrali, ieri si è tenuto l’intervento del presidente della Fed, Jerome Powell, il quale mette in allerta gli investitori su un probabile aumento dei tassi, nel caso in cui l’inflazione non fornisca segnali “chiari e convincenti” sul suo declino. Gli esperti di Citibank si aspettano un aumento dei tassi di interesse di 50 punti base da parte della Banca centrale europea, durante il consiglio che si terrà nel mese di luglio. Resta caldo il tema delle sanzioni verso Mosca, dato l’intensificarsi degli scontri in territorio ucraino; l’Europa sta riflettendo sulla delibera del pacchetto energetico per ridurre l’importazione di gas russo, congiuntamente agli USA che valutano la possibilità di impedire al Cremlino il pagamento degli obbligazionisti statunitensi in dollari. Sul mercato della valuta l’euro rimane stabile nei confronti del dollaro a 1,0518 con una variazione in rosso dello 0,25% rispetto alla giornata di ieri. Mercati in attesa del dato sulle scorte di petrolio negli Stati Uniti, in programma per questo pomeriggio, che andrà inevitabilmente a influenzare il prezzo del WTI e Brent.