Durante la giornata odierna ha avuto luogo la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Banca Centrale Europea che conferma la direzione fin qui intrapresa: aumento dei tassi d’interesse al fine di combattere una pressione inflazionistica che si avvicina alla doppia cifra percentuale, allontanandosi di conseguenza sempre di più dalla zona franca dei tassi negativi. Di importante menzione è lo strumento anti-frammentazione (TPI) introdotto nella riunione di luglio, che ha come obiettivo la propagazione omogenea delle politiche monetarie emesse da Francoforte, impedendo agli spread periferici un eccessivo allargamento che potrebbero causare problemi di sostenibilità del debito ed eccessiva sovraesposizione a shock asimmetrici. Il consenso si proietta verso un incremento di 50 punti base nel meeting che avrà luogo a settembre, anche se i timori di una recessione economica nell’eurozona si fanno sempre più insistenti, data l’alta volatilità al rialzo dei prezzi dell’energia e delle materie prime. Calendario economico caratterizzato dalla pubblicazione del dato riguardante il sentiment delle aziende tedesche, IFO, che si attesta a 88,5 punti nella lettura di agosto, in calo marginale rispetto al mese di luglio del 88,6. Si nota quindi come da un lato, la caduta dell’indice IFO stia sensibilmente rallentando, ma contemporaneamente non si prevedono miglioramenti nel breve termine. Secondo il global head of macro di Ing, Carsten Brzeski, l’elenco delle cause per cui l’economia tedesca si appresta a una recessione si sta facendo sempre più denso, e attualmente più che chiedersi se il paese cadrà in recessione sarebbe ragionevole domandarsi quando questo avverrà e quanto durerà.