I timori macroeconomici provenienti dai nuovi lockdown imposti in Cina e dal rischio di una crisi energetica in Europa, portano gli investitori ad acquistare sul mercato obbligazionario, trascinando a ribasso i rendimenti dei Titoli di Stato; segue che il tasso di finanziamento del Bund decennale genera uno yield pari al 1,25%, mentre il differenziale tra il rendimento del titolo governativo italiano e tedesco è in leggero allargamento sopra i 200 punti base, a 201,26. Gli elevati prezzi dell’energia saranno ulteriormente messi sotto pressione nel breve termine, dal momento che il principale gasdotto proveniente dalla Russia, il “Nord Stream 1”, rimarrà chiuso fino al 21 luglio 2022, a causa di una manutenzione programmata. Lo scenario che attualmente pare il più realistico, è che il gasdotto rimarrà chiuso anche dopo la sopracitata data, causando un’inevitabile crisi energica, considerando il fatto che il Nord Stream contribuisce al 15% del fabbisogno europeo di gas. Sul tema Banca Centrale Europea, continua a tener banco la questione inerente all’aumento del tasso d’interesse, con il consenso che è ormai certo di un aumento del costo del denaro di 100 punti base entro la fine dell’anno, visto che la pressione inflazionista non accenna a diminuire. Secondo gli analisti di Barclays un potenziale razionamento delle forniture di gas russo potrebbe spingere ulteriormente a rialzo il livello d’inflazione e a ribasso la crescita. Per tali motivi per gli esperti dell’istituto di credito britannico, sarebbe opportuno da parte della Bce intraprendere un rialzo dei tassi più aggressivo durante la riunione prevista per il 21 luglio.