Inizio settimana in rialzo per i rendimenti dei principali titoli obbligazionari di stato occidentali. Lo yield del Btp decennale si avvicina ai 200 punti base in mattinata (ora all’1,975%), mentre quello del Bund supera i massimi della settimana scorsa e raggiunge il +0,43%. Stessa situazione per i rendimenti dei Treasury: il decennale arriva al 2,245%, mentre quello a cinque anni al +2,248%. In questo contesto, è interessante notare come la differenza che c’è tra i due yield sopra citati è diventata negativa, segno che gli investitori hanno sempre più preoccupazione dello scenario economico nel lungo termine. Per essere precisi, in passato l’inversione della curva dei rendimenti ha quasi sempre anticipato una recessione, e molti analisti si chiedono se il ciclo di inasprimento monetario predisposto dalla Fed per i prossimi mesi -combinato alla pressione attuale sui prezzi a scapito dei consumatori- porterà l’economia proprio verso quello scenario. Anche per quanto riguarda l’Europa le analisi degli esperti non si discostano tanto da quelle previste per il mercato Usa, dopo che la Bce ha spinto sull'uscita dal quantitative easing affermando che è pronta a rivedere il programma di acquisto di titoli già nel terzo trimestre accelerando il percorso verso un aumento dei tassi (il cui avvenimento entro la fine dell’anno sta divenendo sempre più probabile). Per quanto riguarda il settore energetico, un potenziale embargo alle importazioni di petrolio da parte dell’UE nei confronti della Russia sta sostenendo i prezzi del greggio (ora vicini ai 110 dollari al barile con un +5,4%); nel frattempo la Germania, data la sua forte dipendenza dall’energia russa, ha annunciato un possibile accordo a lungo termine sul gas con il Qatar.