Rendimenti in deciso rialzo dei Treasury americani dopo la lettura dell’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti a 3,5% su base annua rispetto al 3,4% previsto e al 3,2% precedente. Su base mensile si registra +0,4% in confronto allo 0,3% previsto mentre rimane invariata l’inflazione core, ovvero depurata dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, al 3,8% su base annua. Gli investitori ed analisti adesso vedono l’inizio del taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed slittare a settembre. Secondo gli esperti di Ing, per avere un primo taglio del costo del denaro a giugno da parte della Fed "dovremmo probabilmente vedere la crescita delle buste paga rallentare più vicino alle 100.000 unità ed entrambi i dati sull'inflazione core attestarsi allo 0,2% mensile. Idealmente dobbiamo raggiungere lo 0,17% al mese per scendere al 2% su base annua nel tempo, quindi stiamo ancora correndo al doppio del ritmo necessario".
Alle 17h10 il rendimento del bond americano decennale vola al 4,49% (+12 punti base) e il rendimento del bond biennale rende il 4,93% (+19 punti base). Situazione simile in Europa con il costo del finanziamento del Btp 10Y a 3,76% e il costo del finanziamento del Bund 10Y a 2,42%, netto miglioramento per lo spread che arriva a quota 132,8 punti base.
La banca centrale della Nuova Zelanda ha confermato i tassi d’interesse al 5,50%, così come la Bank of Canada che ha mantenuto stabile il tasso al 5,00%, mentre domani la Bce sceglierà se lasciare invariati i tassi attuali al 4,50%, al 4,75% e al 4,00%. Il consensus non prevede variazioni ma le parole di Christine Lagarde saranno cruciali per capire quali saranno le mosse future della Bce.