Fine settimana in territorio rialzista per i principali titoli di Stato dell’eurozona. La pressione sul Btp italiano decennale non accenna ad arrestarsi dopo le decisioni di politica monetaria prese dalla Banca Centrale Europea nella giornata di ieri. Il costo di finanziamento del Btp si attesta, al momento della scrittura, al 3,81% ai massimi dal 2014. In aumento anche il Treasury americano e il bund tedesco con yield rispettivamente pari a 3,12% e 1,46%. Spread in ulteriore allargamento attualmente a 224 punti base. A pesare sugli asset italiani, sono state le mancate comunicazioni da parte della Bce su possibili manovre che avessero come fine la riduzione dei rischi di frammentazione delle condizioni finanziarie della zona euro, in un contesto di inasprimento monetario; tali manovre secondo gli esperti sono necessarie, in quanto hanno come obiettivo quello di evitare un aumento incontrollato dei tassi d’interesse. Secondo Timothy Graf, capo della strategia macro di State Street, è preoccupante che la Banca Centrale non abbia fornito i dettagli sui futuri programmi per evitare che gli spread periferici, come quello italiano, decollassero dopo le dichiarazioni sulla fine del Quantitative Easing e il rialzo dei tassi previsto per il mese di luglio. Le previsioni future indicano come lo spread Btp/Bund sia pertanto destinato ad aumentare, toccando la soglia dei 250 punti base. Calendario economico odierno, caratterizzato dalla pubblicazione del dato sull’inflazione statunitense, superiore a quanto previsto dagli economisti: l’indice dei prezzi al consumo, infatti, è al 8,6% su base annua e 1% su base mensile, il che incrementa le aspettative di un inasprimento più aggressivo da parte della Fed.