I rendimenti dei Treasury trattano in rialzo, estendendo il movimento della scorsa seduta, in attesa dei dati sull'inflazione statunitense di gennaio. Il costo di finanziamento del decennale Usa sale al 4,65% dopo un’ora di negoziazione, e il Btp stessa scadenza rende ora il 3,56% annuo, a sua volta in rialzo. L'inflazione degli Stati Uniti è aumentata più del previsto a gennaio, a sostengo della decisione della Federal Reserve Usa di lasciare i tassi invaritati. L'indice dei prezzi al consumo americano aumentato dello 0,5% a livello mensile lo scorso mese, contro la lettura 0,4% di dicembre, portando il tasso di inflazione a 12 mesi al 3%, riferisce Bureau of Labor Statistics.
"Anche se il tasso annuo" dell'indice dei prezzi al consumo "dovesse diminuire, le minacce dei dazi del presidente Usa, Donald Trump, e la forte crescita continuano a rappresentare un rischio al rialzo per l'inflazione", affermano gli economisti di Seb Research.
I rendimenti dei Treasury sono saliti ieri, soprattutto quelli a lungo termine, dopo che il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha dichiarato che la Fed non ha fretta di tagliare i tassi di interesse.
"Con un orientamento politico ora significativamente meno restrittivo rispetto a prima e un'economia che rimane forte, non abbiamo bisogno di avere fretta di modificare il nostro orientamento politico", ha detto Powell al Senato Usa. "Sappiamo che una riduzione troppo rapida o eccessiva delle politiche restrittive potrebbe ostacolare i progressi in materia di inflazione. Allo stesso tempo, una riduzione troppo lenta o insufficiente potrebbe indebolire indebitamente l'attività economica e l'occupazione". Powell è atteso oggi davanti alla Commissione Servizi Finanziari della Camera.