In mattinata l’Eurostat ha pubblicato i rate of change relativi all’indice dei prezzi al consumo per i 19 paesi della zona Euro, i quali sono stati confermati dalle previsioni degli analisti; per quanto riguarda il dato su base annua, da Settembre 2020 a Settembre 2021 si è assistito ad un incremento del 3,4% dal precedente 3%, valore ben al di sopra del target previsto dalla Banca centrale europea, posto al 2%, mentre per quanto riguarda il Cpi su base mensile tale valore progredisce dello 0,1%, passando dallo 0,4% allo 0,5%.
In merito al discorso inflazione bisogna però specificare come il suo aumento sia prevalentemente dovuto al balzo del 17,6% su base annua dei prezzi dell'energia, e ad un rialzo del 2,0% nei prezzi di cibo, alcol e tabacco, infatti, l’inflazione core, non tenendo conto di queste componenti volatili, ha visto un incremento dello 0,4% su base mensile e dell'1,9% su base annua, accelerando rispetto all'aumento dell’1,6% di Agosto.
Congiunturalmente l’Ons, l’equivalente dell’Istat in Inghilterra, ha pubblicato stamani i dati relativi al consumer price index, i quali mostrano una flessione sia su base YoY che su base MoM, passando rispettivamente dal 3,2% al 3,1% e dallo 0,7% allo 0,3%. In Germania accelera bruscamente invece l’indice dei prezzi alla produzione, il quale su base annua tocca i 14,2 punti percentuali, dai precedenti 12, mentre MoM si porta ben oltre alle aspettative dell’1%, portandosi al 2,3%, lasciando premonire un futuro impatto sui livelli di Cpi.
Nel mondo obbligazionario Europeo sono attualmente in calo i rendimenti di Btp italiani e Bund tedeschi a 10 anni, i quali si portano rispettivamente allo 0,925% ed al -0,1255%, con il loro spread in contrazione a 103 punti base.