Inflazione europea che secondo la lettura preliminare di luglio tocca un nuovo massimo storico, attestandosi al 8,9%, in costante crescita considerando la rilevazione del mese di giugno del 8,6%. Pressione inflazionistica alimentata dagli elevati prezzi dell’energia e dei beni alimentari causati dal conflitto in territorio ucraino, che continua a generare molta incertezza. In particolare, le tensioni geopolitiche tra il Cremlino e l’Unione Europea hanno causato un ulteriore razionamento delle forniture energetiche, dopo la decisione di Gazprom di tagliare del 20% l’approvvigionamento di gas naturale, portando il prezzo del metano oltre i 220 euro. Risulta perciò inevitabile un ulteriore aggressivo aumento dei tassi d’interesse da parte della Banca Centrale Europea, di almeno 50 punti base, con le previsioni che escludono un rallentamento dell’inflazione prima dell’autunno, dal momento che l’offerta limitata di beni di prima necessità continua a rimanere la forza trainante dell’aumento dei prezzi. Nel frattempo, durante la seduta odierna, il tasso di finanziamento del Btp con scadenza a 10 anni è al 3,2%, seguito dal Bund in leggero allargamento di 9 punti base, il quale si attesta poco sotto lo 0,9%. Differenziale tra titoli di Stato italiani/tedeschi in decisa contrazione a 221 punti base. Spostando l’attenzione sul contesto statunitense gli economisti dell’Università del Michigan, tengono in allerta gli investitori sul possibile aumento di volatilità che potrebbe investire i mercati obbligazionari, dovuto al grave deterioramento dei dati sulla fiducia delle imprese e dei consumatori.