Inflazione americana salita oltre le attese del consenso, al 9,1% attestandosi al livello più alto dal 1981. A causa dell’incremento del costo della vita, in particolare sui prezzi dell’energia e dei generi alimentari, il dato sul Cpi è in crescita del 1,3% rispetto alla rilevazione del mese precedente, il maggior incremento dal 2005. Con un livello di pressione inflazionistica di tale portata è previsto un ulteriore aggressivo aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve durante la prossima riunione del 27 luglio, dopo un incremento di 75 punti base in giugno, che non si verificava dal 1994. Rendimenti obbligazionari in risalita durante la sessione odierna, con il Btp decennale che guadagna 8 punti base a 3,28%, accompagnato dal Bund tedesco che genera un tasso di finanziamento del 1,18%, in rialzo di 3 punti base. Lo spread è in leggera flessione rimanendo vicino alla soglia dei 200 punti base. In decrescita il dato sull’inflazione core, che non include il settore energetico e alimentare, il quale si attesta al 5,9% su base annua, rispetto alla rilevazione di maggio del 6%. Il biglietto verde continua a guadagnare terreno nei confronti dell’euro, dopo che durante la giornata si è nuovamente tornati ad un cambio sotto la parità. Euro sotto pressione dal momento che la Banca Centrale Europea non ha ancora intrapreso la strada del rialzo dei tassi, frenata dai timori di una recessione economica e da una crisi energetica senza precedenti, che anche quest’oggi ha portato i futures sul gas naturale in rialzo del 4,77%. Durante la giornata odierna ha avuto luogo anche la pubblicazione del dato sull’inflazione tedesca, al 7,6% su base annua e allo 0,1% su base mensile.