Ulteriore accelerata dei prezzi nell’eurozona, dopo la lettura preliminare di questa mattina, che ha visto un incremento al 8,6% su base annua, superando le attese del consenso degli economisti, che si attestavano a 8,4%; dato in crescita rispetto alla lettura del mese di maggio del 8,1%, un record storico da quando viene calcolato il dato aggregato dell’area euro. L’indice dei prezzi core, escludendo quindi la parte energetica degli alimenti e dell’alcool, è in marginale rallentamento attestandosi al 3,7% su base annuale. Rendimenti obbligazionari in contrazione, con il tasso di finanziamento del Btp decennale in calo di 14 punti base a 3,24%, mentre il Bund tedesco con medesima scadenza rende l’1,28%. Spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi stabile sotto i 190 punti base, a 186 pb. Forti pressioni sulla Banca Centrale Europea, visto che secondo le previsioni, l’inflazione core nei prossimi mesi estivi supererà la soglia dei quattro punti percentuali, dal momento in cui il rallentamento che si è verificato durante il mese di giugno, è causato dalle misure fiscali attuate in Germania. Le previsioni di un aumento dell’indice dei prezzi core deriva da dal rischio di un ulteriore rialzo del prezzo del gas e dell’elettricità, causato dalle sanzioni verso la Russia e la relativa riduzione dei flussi di metano. Secondo il CIO di Axa Investments il sentiment di mercato è passato dall’essere dominato dalla preoccupazione per l’inflazione, a una recessione economica imminente, specie dopo le parole del presidente della Federal Reserve durante questa settimana, che si traducono in un rapido rallentamento della crescita economica, abbinato a una forte contrazione degli utili aziendali.