I rendimenti dei principali titoli di Stato europei sono in leggero ribasso con il costo del finanziamento del Btp decennale del 3,87% e quello del Bund decennale è del 2,47%. In allargamento lo spread a quota 141,4 punti base.
L’Eurostat conferma le previsioni dell’inflazione annuale dell’Eurozona al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio in avvicinamento all’obiettivo di riferimento della Bce, su base mensile il dato è cresciuto dello 0,8% rispetto allo 0,6% del mese precedente. L'inflazione core, depurata dalle componenti più volatili come cibi freschi, energia, alcool e tabacco, rappresenta però una crescita del 2,9% su base annua, contro il +2,9% delle attese e rispetto al 3,1% del mese precedente. I dati più bassi sono stati registrati in Lituania, Finlandia e Danimarca mentre quelli più alti appartengono alla Romania, Croazia e Austria.
Nella giornata di ieri, il presidente della Fed ha dichiarato che la politica monetaria dovrà essere restrittiva più a lungo in quanto i dati sull’inflazione sono più alti rispetto a quelli previsti in precedenza. Attualmente la probabilità del taglio dei tassi della Fed nella riunione di giugno è prezzata al 18,8%.
Tornando all'obbligazionario, il Tesoro italiano ha effettuato un'operazione di concambio in cui ha riaperto il Btp a dicembre 2029 con cedola del 3,35% e il Btp a marzo 2035 con cedola di 3,85% per 3 miliardi di euro e ha riacquistato il Ccteu a ottobre 2024, il Ccteu a gennaio 2025, il Btp a febbraio 2025, il Btp a marzo 2025 e il Btp a luglio 2025. "Questa operazione, la terza di quest'anno, mira ad allungare le scadenze del debito e a sostenere la parte breve della curva", sottolineano gli strategist di Unicredit Research.