Fine settimana a rialzo per i rendimenti obbligazionari. Lo yield del Btp torna vicino al 2,14%, mentre quello del Bund raggiunge i 60 punti base. L’inizio del secondo trimestre comincia con l’inflazione che in area Euro accelera ancora nel mese di marzo, raggiungendo il 7,5% contro il 6,3% di consenso e il precedente 5,9%, mentre la lettura dell’indice core si attesta al 3,0% contro il 2,7% precedente. L'energia ha contribuito notevolmente al rialzo dell'inflazione (+44,7% su base annua rispetto al +32% di febbraio). La ripartizione ha mostrato tutte le categorie decisamente al di sopra dell'obiettivo del 2% della BCE; non bisogna dimenticare che il rischio al rialzo per l'inflazione era ampiamente previsto dopo i comunicati più forti di Germania, Francia, Italia e Spagna di questa settimana. Secondo le opinioni di diversi analisti il numero aumenterà la pressione sulla BCE per accelerare la normalizzazione della politica già entro la fine dell’anno. Altro importante dato uscito oggi è quello sul PMI manifatturiero, il quale è stato rivisto al ribasso a 56,5 rispetto a 57,0 per raggiungere il minimo di 14 mesi; non sorprende che l'aumento delle tensioni geopolitiche sia stato menzionato come un fattore che pesa sulla domanda, incidendo sulla fiducia e aumentando le pressioni sui prezzi. Williamson, capo economista di S&P Global, ha evidenziato che il crollo dell'ottimismo aziendale si aggiunge al rischio di recessione manifatturiera nel secondo trimestre.
Spostandoci sul mercato americano, è stato pubblicato oggi il dato relativo alle buste paga non agricole (Non Farm Payroll), il quale si è rivelato in forte crescita (+431 mila unità), nonché quello sulla disoccupazione ancora in calo (3,6% contro il precedente 3,8%).