Giornata stabile sui mercati obbligazionari, con il prezzo del Btp decennale sotto gli 86 euro con un rendimento del 2,56%, e quello del Bund sui 92 euro con uno yield del +0,79%. Discutendo delle ultime svolte da falco da parte di molti funzionari della BCE e del conseguente aumento dei prezzi di mercato circa le previsioni di tassi più aggressivi già a luglio, il Financial Times ha osservato in un articolo che la presidente Lagarde “ha trascorso diversi giorni a persuadere gli investitori dicendo che la banca centrale adotterà un approccio più graduale rispetto alla Fed per reprimere l'impennata dell'inflazione”. In questo contesto, vengono chiarite le motivazioni sostanziali di questa differenza, tra le quali la maggiore vicinanza al fronte ucraino e l’esposizione all’aumento dei costi energetici, dovuti peraltro alla forte dipendenza dalle importazioni di energia russe. Detto ciò, la Lagarde conclude rassicurando gli investitori che la Bce mirerà a cambiare la politica “in un modo sufficientemente sequenziato, calibrato e, per noi in UE, in modo graduale, senza provocare una recessione”. Tuttavia, è interessante citare alcune considerazioni di merito portate avanti da diversi esperti, secondo cui nonostante vi siano differenze macroeconomiche con gli Usa, il rischio di un’azione eccessivamente contenuta potrebbe non riuscire a fermare il continuo aumento dei prezzi al consumo (e un’eccessiva debolezza dell’euro). Inoltre, leggendo questi dati insieme a indici di fiducia sulla crescita sempre più in calo, la probabilità di uno scenario di stagflazione torna ad essere alta, e questa situazione, nel medio termine, potrebbe creare più danni rispetto ad una recessione controllata da scelte oculate di politica monetaria.