Dopo la stima flash di marzo dell'inflazione della zona euro, il rendimento del Btp decennale presenta un andamento verso l’alto, salendo a 3,84%. Più stabile il Bund decennale che resta quasi invariato a 2,41%. Aumenta lo spread a 138,6 punti base (+1,3 punti base).
Favorevoli notizie dall’Eurostat che ha comunicato la discesa dell’inflazione dell’Eurozona oltre le aspettative. 2,4% è l’inflazione annua contro il 2,5% previsto e il 2,6% precedente. D’altro canto, l’inflazione di fondo rimane ancora un problema dopo il rialzo all’inizio dell’anno. "Ora che l'effetto frenante dei prezzi dell'energia sul tasso core sta svanendo, i forti aumenti salariali lo spingeranno di nuovo al rialzo in modo più deciso. Se questa tendenza continuerà nei prossimi mesi, come ci aspettiamo, l'inflazione di fondo continuerà a scendere leggermente su base annua fino alla metà dell'anno. A lungo termine, l'inflazione dovrebbe quindi rimanere al 3%, al di sopra dell'obiettivo della Bce del 2%", sostiene l'economista Vincent Stamer. Ciononostante, ci sono anche argomenti a supporto di un primo taglio dei tassi a giugno e secondo Commerzbank la Bce ridurrà i tassi sui depositi al 3% in quattro sedute consecutive. Rimane invariato il tasso di disoccupazione dell’Eurozona del mese di febbraio rispetto a gennaio (6,5%). Sale invece il tasso di disoccupazione italiano che arriva al 7,5% rispetto al 7,3% di gennaio mentre il numero degli occupati sale e cala il numero degli inattivi.
Sul fronte statunitense, alcuni membri del Fomc hanno ribadito la necessità di adottare cautela prima di operare una prima discesa dei tassi di interesse, con la convinzione degli operatori per tre tagli nel corso del 2024 che ha iniziato a diffondersi.