Giornata in calo per i rendimenti dei principali titoli di stato occidentali. Lo yield del Btp è in calo al 2,4%, mentre quello del Bund scende al +0,787%. In calo anche i rendimenti dei Treasury; il titolo a due anni rende il 2,42%, mentre il decennale rimane poco sopra il +2,71%. Parlando proprio del contesto americano, è uscito oggi il tanto atteso dato relativo all’inflazione Usa, il quale su base annua ha raggiunto un nuovo picco (8,4% contro il 7,9% di febbraio), a seguito di un lieve aumento anche su base mensile (1,2% contro lo 0,8 precedente). Guardando alle componenti principali, l'indice energetico annuale ha registrato un balzo del 32%, con benzina (+48%) e olio combustibile (+70%) che hanno segnato gli aumenti più importanti sulla scia di quanto sta accadendo in Ucraina. Forte incremento anche per i prezzi degli alimentari (+8,8%), ai massimi dal maggio 1981 (ad oggi il Commodity Index di Bloomberg guadagna un altro 1,52%). Tuttavia, è interessante notare come l’indice core (che esclude i prezzi energetici e degli alimenti) ha rallentato la crescita, passando da un +0,5% di febbraio a un +0,3% attuale; la lettura dell'indice core su base mensile ha introdotto la possibilità di un rallentamento dei prezzi nel prossimo futuro, segnalando agli investitori che il picco dell’aumento dei prezzi potrebbe arrivare entro l’estate per poi stabilizzarsi lentamente intorno al livello auspicato dalla Fed nell’ultimo incontro del FOMC. Guardando ai movimenti del cambio euro dollaro, si può notare che ad oggi esso non sia riuscito ad andare al di sotto del supporto a 1,085; secondo alcuni analisti, questo potrebbe essere un livello che gli investitori utilizzeranno per iniziare ad accumulare posizioni in acquisto.