Giornata in lieve rialzo per i rendimenti sul mercato obbligazionario. Lo yield del Btp a dieci anni si attesta al 2,375%, mentre quello del Bund resta poco sotto i 70 punti base (ora al +0,695%). Per quanto riguarda il contesto macroeconomico europeo, l'UE ha recentemente firmato l'ultimo pacchetto di sanzioni che includeva l'eliminazione graduale del carbone russo, per la quale si prevede l’effettiva entrata in vigore non prima di agosto. Come già sottolineato più volte, gli analisti notano che il taglio delle forniture energetiche russe all'Europa significherebbe probabilmente una recessione per i prossimi trimestri anche sotto le stime più prudenti, dal momento che uno dei rischi maggiori è quello che l'UE possa faticare a trovare fonti petrolifere alternative (il greggio oggi guadagna il +1%).
Secondo un sondaggio condotto tra alcuni economisti, si ritiene che la BCE guarderà oltre i rischi di crescita derivanti dal conflitto in Ucraina e aumenterà i tassi a dicembre, anche se il mercato scommette sul primo aumento già entro settembre (senza peraltro escludere la possibilità di un movimento di 50 pb se l'inflazione continua a salire). Nonostante una tale decisione potrebbe ostacolare la ripresa dell’economia -già in sofferenza sul lato della domanda-, alcuni analisti ritengono che la BCE potrebbe essere costretta a sacrificare la crescita per tenere sotto controllo l'inflazione.
Spostandoci sul mercato americano, la prossima settimana vedrà come protagonista il dato sul CPI (previsto ancora a rialzo rispetto alla lettura precedente), la cui distribuzione settoriale sarà interessante per capire se oltre agli ormai noti prezzi dell’energia, ci saranno contributi a rialzo anche da parte di alimentari e risorse di base.