Inizio settimana caratterizzata da un nuovo rialzo della volatilità sui mercati. Sul fronte dei titoli di stato occidentali, i rendimenti del Btp decennale tornano a quota 1,90%, mentre quelli del Bund tedesco si tengono sopra lo 0,20%. È uscito oggi il dato sul PMI composito dell’Eurozona, ovvero un rapporto mensile sui servizi e la produzione interni all’area di riferimento, il quale ha raggiunto il massimo registrato a novembre pari a 55,8 (trainato soprattutto dai dati positivi di Francia e Germania). Il rilassamento delle misure Covid ha consentito un'accelerazione dell'attività imprenditoriale e un miglioramento dei nuovi ordini, della crescita dei posti di lavoro e dell'indice delle aspettative future. Tuttavia, c’è da sottolineare che l’aumento dei salari e dei prezzi dell'energia ha aumentato il valore dei beni e servizi, il che potrebbe ulteriormente innalzare la pressione sulla BCE affinché scelga di prendere posizioni più aggressive, rafforzando così le aspettative di una fine anticipata del QE.
Nonostante la situazione evidenziata e la volatilità ancora elevata, Bloomberg ha riportato sull’ultimo sondaggio mensile la visione degli esperti che si è rivelata essere rialzista: l’ultima media di 17 previsioni vede l’Eurostoxx 600 in rialzo dell’8,4% entro la fine dell’anno, sottolineando soprattutto le performance positive attese dei titoli value.
Le turbolenze che hanno contrassegnato i mercati in queste ultime settimane hanno generato incertezza; secondo State Street, l’inflazione rimane "il maggiore rischio di mercato per molti investitori" e non sorprende quindi che la domanda di titoli indicizzati all’inflazione "rimanga alta nonostante la domanda complessiva di Treasury sia scesa sotto la neutralità".