Gli investitori mantengono i fari puntati sulla riunione della Banca centrale europea del 15 dicembre. Nel frattempo, il rendimento del titolo di Stato decennale italiano tratta in rialzo di 10 punti base al 3,8%, con lo spread Btp/Bund in allargamento di 1,4 pb a 188 pb. Il mercato si aspetta che la Bce potrebbe da un lato assumere toni più aggressivi in riferimento alla politica dei tassi d’interesse e dall’altro essere più prudente con la discussione sul QT, per evitare un allargamento dello spread dell’Eurozona. Mark Dowding, Cio di BlueBay, ritiene che i prossimi mesi siano pieni di sfide e che all’inizio del 2023 potrebbe essere il momento giusto per tornare ad un atteggiamento più difensivo sui Btp in offerta. L’atteggiamento della Bce pare essere meno aggressivo rispetto ai mesi precedenti e considerando la probabile evoluzione dei dati macroeconomici, il ritmo dei rialzi dovrebbe ridursi insieme alle aspettative monetarie. Tuttavia, Francois Rimeu, Senior Strategist, La Francaise AM, afferma che non ci sono motivi per aspettarsi un taglio dei tassi da parte della Fed e della Bce, poiché ciò richiederebbe un deterioramento marcato dei mercati dell’occupazione e un’inflazione vicina agli obiettivi, cosa che nel breve periodo difficilmente si verificherà. Alcuni esperti sono del parere che la Bce rischierebbe di esagerare nella risposta all’inflazione. Di questo parere è Holger Schmieding, capo economista di Berenberg, che ha dichiarato che la Bce sembra sovrastimare le pressioni dell’inflazione che persisteranno dopo che sarà terminata l’impennata dei costi dell’energia, aumentando la possibilità di una recessione lunga o profonda.