Giornata molto accesa sui mercati finanziari, i quali continuano a subire l’elevata volatilità causata dalle tensioni geopolitiche sul fronte russo-ucraino. I rendimenti dei principali titoli di stato frenano la grande discesa delle ultime due sessioni; lo yield del Bund decennale torna lievemente positivo (ora a +0,01%), mentre quello del Btp raggiunge quasi l’1,6%. In salita anche lo spread intorno ai 156 punti base. Le reazioni dei mercati all’attuale conflitto sono molto eterogenee. Secondo Samuele Barni, consulente finanziario di Copernico Sim, la guerra ha creato molta tensione sui mercati con risposte diverse nei vari settori economici; la crisi è in larga parte ancora una crisi a livello regionale, ma si è sovrapposta ad un contesto economico caratterizzato da una fase in cui la pressione al rialzo dell’inflazione rende ancora più instabile il sentiero della ripresa. Salvo per quanto riguarda le materie prime, l’economia russa pesa relativamente poco sull’economia mondiale, e le sanzioni implementante fino ad oggi sono strutturate in modo tale da minimizzare l’impatto delle esportazioni di queste materie prime in modo da attenuare il rialzo dei prezzi che andrebbe ad impattare molto l’economia reale. Resta comunque necessario valutare bene il modo in cui risponderanno le banche centrali a questo clima di incertezza; uno dei settori azionari più impattati è stato il settore finanziario (data l’esclusione della Russia dal sistema SWIFT), e la possibile contromossa delle banche centrali di normalizzare la politica monetaria con un rialzo dei tassi ha fatto sì che le quotazioni abbiano corretto in modo importante. Nel frattempo, petrolio e gas guadagnano al momento rispettivamente un altro 4% e 2,80%.