Rendimenti contrastati in Eurozona, con un calendario di dati scarno, che non offre impulsi direzionali al mercato. Rileva la decisione della Banca centrale australiana di aumentare nuovamente i tassi, ricordando agli investitori che la lotta all’inflazione è ancora in corso. Inoltre, in Germania gli ordini industria ad aprile scendono dello 0.4%, meno delle attese (-2.2%). La produzione industriale spagnola su base annuale si mostra in contrazione, contrariamente alle attese, e subisce una variazione negativa pari allo 0.9% (precedente: +4.1%, attesa: +1.7%). Invariate le vendite al dettaglio su base mensile ad aprile per la Zona Euro. Calano meno delle attese quelle su base tendenziale (-2.6%, precedente: -3.3%, atteso: -3.1%). Nel frattempo, gli investitori rimangono concentrati sull’imminente riduzione del Tltro a fine giugno. Gli stategist di Unicredit Research ritengono che «i mercati saranno in grado di gestire questo evento senza troppa volatilità». Alle 16:11, Btp poco mosso al 4.165%, supportato dalla domanda robusta per il nuovo Btp Valore, che ieri ha ricevuto domande pari a 5.432 mld di euro. A metà della seconda giornata di collocamento le richieste sono pari a 3 mld euro. Il Bund scende al 2.3805%. Spread in lieve allargamento a circa 176 pb. Oltreoceano, il Treasury si mostra in rialzo al 3.731%, con il dollaro che torna a rafforzarsi nonostante i dati sul comparto dei servizi statunitensi, inaspettatamente deboli, abbiano rafforzato le aspettative di una pausa da parte della Fed nella riunione della prossima settimana. Secondo lo strumento FedWatch del Cme, il mercato assegna una probabilità del 77% alla possibilità che la Fed resti ferma, in netto rialzo rispetto al 36% di una settimana fa.