Aprono l’anno in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato dell’area Euro, fatta eccezione per il Btp decennale che, dopo un inizio di giornata positivo, alle ore 16h57 segna un leggero calo a 3,71%. Corre invece il rendimento del Bund a dieci anni, a 2,06%, mentre si raffredda il differenziale tra i due titoli a 164,96 punti base.
Nonostante nella giornata di oggi diversi titoli europei abbiano registrato una variazione positiva sui tassi, nel prossimo periodo i rendimenti sono destinati a scendere, almeno fino a quando i dati economici o le mosse delle Banche centrali non provocheranno un’inversione di tendenza, afferma Tom Essaye, fondatore di Sevens Report Research. Se il 2023 è stato l’anno delle obbligazioni, è probabile che adesso gli investitori si troveranno a dover pesare maggiormente gli asset rischiosi nei loro portafogli. Nel mentre, guardando alle novità macroeconomiche, l’Hcob Pmi manifatturiero finale dell’Eurozona per il mese di dicembre si è attestato a 44,4 punti, superiore alle attese e al mese precedente (44,2) ma ancora sotto alla soglia dei 50, mentre a novembre la massa monetaria ha continuato i contrazione del -0,9% a/a. Rallenta poi la crescita dei prestiti in favore del settore privato (+0,5%), mentre i prestiti alle imprese restano congelati dopo il -0,03% di ottobre. Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso Hamburg Commercial Bank, afferma: "le nostre previsioni a brevissimo termine sono in linea con la tendenza pessimistica, e suggeriscono fortemente una contrazione del PIL per il quarto trimestre”. I dati pubblicati negli ultimi mesi sembrano quindi delineare un clima di recessione, che potrebbe essersi avviato già all'inizio del terzo trimestre.