Giornata cruciale per i mercati finanziari, tutti in attesa della decisione sulla politica monetaria della Fed la quale potrebbe alzare il target dei fed funds di 50 punti base per la prima volta dal 2000, con l’obiettivo di combattere un'inflazione ai massimi dal 1981. Nel frattempo, i rendimenti dei principali titoli di stato sono in rialzo; lo yield del Btp a dieci anni si attesta al 2,96%, mentre quello del Bund è in zona +1%. In rialzo anche il rendimento dei Treasury a dieci anni, ora al 3%. Tornando sul discorso Fed, oltre all’aumento -ormai molto probabile- dei tassi di 50 punti base, molta attenzione verrà riservata dagli investitori al piano di riduzione di bilancio che la Fed ha già messo in programma nelle scorse riunioni, piano che secondo le stime vede un picco di riduzione massima di $95 miliardi al mese.
Spostandoci sul contesto europeo, la Commissione Ue ha proposto oggi un graduale embargo sul petrolio russo (al momento il greggio è oltre i 106 dollari con un +4,2%), sanzioni verso le principali banche di Mosca e la messa al bando delle emittenti russe . "Stiamo lavorando sulla nostra indipendenza dal petrolio russo. E siamo chiari, non sarà facile perché alcuni Stati membri sono fortemente dipendenti dal petrolio russo, ma dobbiamo assolutamente farlo", ha affermato von der Leyen. Tuttavia, alcuni esperti ritengono che nel breve termine questa decisione “potrebbe lasciare alla Russia ricavi consistenti e comportare conseguenze negative soprattutto per l'Ue e l'economia globale in termini di prezzi più alti”. Secondo le ultime notizie, i rappresentanti della Ue hanno concluso l’incontro odierno senza un sostegno formale al piano, visti i timori sollevati da alcuni Paesi in merito alle misure proposte.