Il Mercato obbligazionario europeo è guidato dalle perplessità connesse al livello di inflazione, prospettatosi recentemente più alto delle aspettative, ed al possibile aggravio delle politiche monetarie attuate dalle banche centrali; gli investitori paventano un inasprimento più celere rispetto alle attuali guidance, e, proprio a questo proposito, altre banche centrali come quella del Brasile, della Norvegia e della Corea del sud hanno già deciso di aumentare tali tassi, con un forte dubbio su quando Fed e Bce si dirigeranno in quest’ottica.
Nel mentre i rendimenti dei titoli di Stato prendono, seppur con lieve entità, direzioni interlocutorie differenti, e, se da un lato i Btp italiani con scadenza decennale si portano nuovamente vicino all’1%, ora pari allo 0,985%, gli omonimi Bund tedeschi sono a livelli inferiori rispetto alla lettura precedente, ed al momento rendono il -0,2553%, aiutando l’ampliamento dello spread Btp-Bund a dieci anni, il quale attualmente si conferma a 121,3 punti base.
Venendo ai dati macroeconomici pubblicati in mattinata, la Germania presenta un WPI, ovvero l’indice dei prezzi all’ingrosso, in netta accelerazione, preoccupando le possibili continue ripercussioni sui livelli inflattivi attuali. Tale dato attesta un incremento su base annua del 15,2% dal precedente 13,2%, sfiorando livelli che non si vedevano dal lontano 1974, periodo nel quale tale incremento era pari al 15,9%.
Nel contesto Europeo notiamo invece come la produzione industriale abbia battuto le aspettative degli analisti, fissate al 4,1% su base annua, portandosi ora al 5,2% dai precedenti 4,9 punti percentuali, incoraggiando il protrarsi del trend espansionistico e dissipando i relativi timori.