Rendimenti invariati per l’obbligazionario europeo dopo una settimana di forti oscillazioni. Alle ore 16h43, il tasso del decennale italiano si riconferma al 3,80%, mentre per il Bund alla stessa scadenza si attesta nuovamente a 2,23%. Lo Spread resta così fermo a 156,91 punti base.
Sulla politica monetaria, Unicredit Reserach sostiene che "la Banca centrale europea teme che le aziende alzino i prezzi per evitare la pressione sui margini e che scarichino i costi salariali più elevati sui consumatori. È quindi perfettamente ragionevole che la Bce attenda fino a giugno, quando disporrà dei dati sui salari, per tagliare i tassi di interesse". Il primo mese del 2024 si è rivelato particolarmente saturo per quanto concerne le emissioni sui mercati emergenti. "A gennaio abbiamo assistito a 46 miliardi di dollari di emissioni sovrane, il gennaio più forte mai registrato. Negli ultimi due anni, gli emittenti investment grade e quelli mid beta high yield hanno avuto accesso al mercato a tassi elevati. Gli emittenti sovrani dei mercati di frontiera sono rimasti esclusi dal mercato primario; di fronte alla prospettiva di dover emettere con rendimenti a doppia cifra, la maggior parte ha scelto di attingere ad altre fonti di finanziamento, come le Banche Multilaterali di Sviluppo e il mercato dei prestiti sindacati", afferma Mohammed Elmi, Senior Portfolio Manager for Emerging Markets Fixed Income di Federated Hermes. “Con una forte richiesta tre volte superiore all'offerta, è incoraggiante vedere il ritorno della propensione al rischio e il pieno ripristino dell'accesso al mercato", conclude l'esperto, riferendosi al ritorno della Costa d’Avorio sul mercato degli eurobond.