Alle 16h34 i rendimenti dei principali titoli di Stato si attestano in rialzo. In particolare, in Eurozona, il rendimento del Bund si attesta al 2.337% e quello del Btp al 3.976%, portando lo spread in allargamento a circa 164 pb.
Il faro dell’obbligazionario da un lato è puntato sul forum di Bce, dall’altro sui dati macroeconomici statunitensi da poco pubblicati. Da Sintra arrivano toni falco dai principali banchieri centrali. Il discorso più rilevante è quello tenuto questa mattina alle 10h00 da Christine Lagarde. La numero uno di Bce ha annunciato ulteriori rialzi per luglio a meno che «non si verifichi un cambiamento sostanziale delle prospettive» di inflazione, sebbene in queste condizioni risulti «improbabile che nel prossimo futuro la Banca centrale possa affermare con piena certezza di aver raggiunto il picco dei tassi». Sulla stessa falsariga si è posizionato Martins Kazaks, presidente della Banca centrale della Lettonia, secondo cui i mercati sbagliano a prezzare tagli dei tassi a partire dall'inizio del 2024, perché questa eventualità sarà possibile quando le previsioni di inflazione scenderanno significativamente sotto al target del 2%. Circa le aspettative troppo ottimistiche da parte dei mercati è intervenuta ieri anche Gita Gopinath. Secondo la vicedirettrice generale del FMI, inoltre, le istituzioni potrebbero trovarsi costrette a tollerare un periodo di inflazione più alta rispetto al loro target prestabilito del 2%, per evitare l’esplosione di una crisi finanziaria. Oltreoceano il Treasury decennale rende il 3.756% e il duennale il 4.735%, in scia ai dati sui nuovi ordini di beni durevoli, le indagini sulle abitazioni e la lettura dell'indice della fiducia dei consumatori, che battono positivamente le aspettative.