Invertono la rotta i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, in contrazione dopo la serie di rialzi registrata nell’ultima settimana. Alle ore 16h44, il Btp dieci anni registra 5 punti base in meno sul costo di finanziamento, a 3,91%, mentre per il Bund tedesco è visto in calo a 2,36%. Il differenziale tra i titoli ritorna sotto i 155 punti base.
Gli investitori sono in attesa delle pubblicazioni sull’inflazione statunitense di domani, che diventano sempre più rilevanti con l’avvicinarsi della seduta primaverile della Fed. In Eurozona, questa settimana l’offerta di titoli di Stato vedrà un aumento di oltre 10 miliardi di euro, salendo a quota 37 mld. Questo, secondo Unicredit Research, diminuirà la scadenza media all’emissione rispetto alla scorsa settimana.
Bert Flossbach, co-fondatore di Flossbach von Storch, afferma che “con una strategia tradizionale di buy-and-hold, gli investitori privati in euro non possono aspettarsi più del 3% nel lungo termine". L’esperto prospetta quindi un futuro modesto per i rendimenti obbligazionari, puntualizzando però che "l'aumento significativo delle fluttuazioni dei rendimenti e dei prezzi delle obbligazioni offre sempre delle opportunità, sia in termini di ingresso sia di prese di profitto. È probabile che ciò si verifichi anche nel 2024, quando le Banche centrali dovrebbero giungere alla fase finale della guerra all'inflazione e gli investitori si troveranno in balia degli alti e bassi legati a speranze e delusioni". L’esperto sostiene quindi che gli investitori potrebbero trarre beneficio da una gestione di portafoglio attiva, in particolare per la possibilità di “beneficiare di rendimenti più elevati in segmenti di mercato specifici”.