Banca Centrale Europea più falco del previsto attraverso un aumento di 50 punti base di tutti i tassi d’interesse, rispetto alle aspettative che si attestavano a un rialzo di soli 25 pb. Il consiglio direttivo della Bce ha quindi adottato misure fondamentali per un ritorno dell’inflazione al livello obiettivo del 2%, dopo la preoccupate rilevazione del 8,6% del mese di giugno. I tre tassi coinvolti dal rialzo riguardano le operazioni di rifinanziamento (che sale allo 0,5%), il tasso sulle operazione marginali (0,75%) e infine quello sui depositi che esce dalla fase negativa e raggiunge lo 0. Un rialzo tanto aggressivo non esclude ulteriori politiche monetarie restrittive che verranno valutate nei prossimi mesi in base ai dati macroeconomici e ai target dell’inflazione. Contemporaneamente, la Bce ha anche approvato il nuovo strumento contro la frammentazione e l’allargamento degli spread periferici chiamato TPI (Transmission Protection Instrument), che avrà il ruolo di assicurare che le manovre di politica monetaria siano omogeneamente trasmesse in tutti i paesi dell’area euro. Spread tra Btp/Bund in netto avanzamento durante la seduta odierna, a causa dei disordini nell’esecutivo italiano, si attesta al momento della scrittura a 225 punti base, dopo aver toccato un massimo intraday a quota 236 pb. Le previsioni descrivono un differenziale tra titoli di stato italiani e tedeschi che nel medio termine toccherà quota 300 punti base a causa dell’instabilità politica italiana. Come da aspettative, i rendimenti obbligazionari sono in netto allargamento dopo l’aumento aggressivo dei tassi della Bce, con il Btp decennale che genera uno yield del 3,73%, mentre il Bund tedesco presenta un tasso di finanziamento del 1,28%.