I rendimenti delle obbligazioni dell’Eurozona tornano a salire quest’inizio settimana, in scia a quelli dei Treasury americani; il clima di tensione è appesantito soprattutto dall’inflazione, la quale è stata rivalutata da transitoria a persistente, afferma la Federal Reserve. In particolare i Btp con scadenza decennale rendono ora lo 0,922% ed i Bund di egual scadenza il -0,1420%; in aumento anche lo spread tra i due titoli, ora a 104,7 punti base.
Per quanto riguarda invece i T-Bond decennali, si assiste oggi ad un ulteriore sell-off, il quale porta il rendimento all’1,610%, mentre le obbligazioni a trent’anni risultano piuttosto stabili. La yield curve, da sempre tenuta sott’occhio dagli investitori, sembra stia invertendo la sua pendenza, lasciando immaginare un futuro periodo incerto sui mercati, caratterizzato da una possibile recessione.
In area Euro intanto, in vista della conclusione del Pepp, che avverrà il prossimo 31 Marzo, si discute su come proseguire il Qe, nello specifico la Bce valuta la possibilità di aumentare gli acquisti di titoli di debito emessi dalle istituzioni europee oltre l’attuale limite del 10%, con un’attenzione particolare ai bond emessi nell’ambito del recovery fund.
La pressione sull’attuale situazione macroeconomica si fa sempre più concreta, a causa soprattutto dei numerosi problemi concatenati della supply-chain ed ai continui rincari delle materie prime, soprattutto quelle energetiche, che intimoriscono non solo paesi come la Cina, che attualmente dispone di riserve di carbone molto basse, ma anche la stessa Europa, la quale dovrà far fronte ad un inverno più rigido del solito, a cui però non corrisponde di sufficienti risorse di gas, il cui prezzo è attualmente alle stelle.