Inizio settimana in lieve rialzo per i titoli obbligazionari dei principali paesi occidentali. Il prezzo del Btp a dieci anni torna sopra gli 85 euro con un rendimento attuale del 2,58%, mentre il Bund si porta appena sopra i 92 euro con uno yield in calo al 0,85%.
Per quanto riguarda l’obbligazionario statunitense, il rendimento del Treasury decennale è in calo al 2,78%, mentre quello del titolo a due anni si attesta al 2,53%. Il cambiamento di politica monetaria globale guidato dalla Fed è ancora il grande vento contrario per il sentimento di rischio. Secondo le opinioni degli esperti, il mercato stima ben quattro rialzi consecutivi dei tassi di 50 punti base a partire da maggio, mentre continuano a esserci speculazioni su un movimento di addirittura 75 punti base. In questa narrativa di inasprimento delle condizioni finanziarie merita sottolineare la forza dell’indice del dollaro americano, il quale si attesta ai massimi registrati a marzo 2020, e che mette in crisi le quotazioni dell’oro, che al momento scendono sotto i 1900 dollari al barile con un -2%.
Sul fronte europeo, fonti di Reuters hanno affermato che i politici della BCE sono desiderosi di porre fine agli acquisti di obbligazioni il prima possibile e di aumentare i tassi di interesse subito a luglio (e non oltre settembre, visti gli aumenti delle scommesse sul ciclo di inasprimento dei tassi da parte dei traders). Il rapporto ha suggerito che il più grande ostacolo alla rimozione degli stimoli era rappresentato dalle previsioni economiche ufficiali che mostravano un calo dell'inflazione al di sotto dell'obiettivo a lungo termine, ma le nuove stime condivise alla riunione del 14 aprile mostravano un'inflazione del 2024 al di sopra dell'obiettivo della BCE.