I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono stabili, con il costo di finanziamento del Bund decennale in lieve allargamento di 2 punti base al 1,87%. Gli investitori guardano con attenzione alla riunione di politica monetaria della Banca centrale europea che si terrà la prossima settimana. L’incontro verterà, molto probabilmente, sull’entità del rialzo dei tassi di interesse, sulle indicazioni relative all’inasprimento quantitativo e su eventuali modifiche relative alle previsioni per il prossimo anno. Gli esperti, sul prossimo intervento, sono principalmente orientati verso un rialzo di minore entità rispetto ai precedenti. In particolare, Ubs si aspetta che la Bce aumenti i tassi di 50 pb, tuttavia, con il rischio di un altro rialzo di 75 pb. Sul tema, Reinhard Cluse, economista di Ubs, ha affermato che è probabile che la Bce segnali ulteriori rialzi dei tassi, anche se con un approccio "dipendente dai dati e da riunione a riunione”. Secondo l’esperto, potrebbero esserci altri 75 punti percentuali di incremento cumulativo dei tassi nella prima metà del 2023, con il tasso terminale della Bce che arriverebbe al 2,75%. Audrey Bismuth, Global Macro Researcher di La Francaise AM, afferma con prudenza che, nonostante i segnali positivi dall’inflazione dell’Eurozona, non è escluso del tutto un rialzo di 75 punti base al prossimo Consiglio direttivo della Bce. L’esperta ha precisato che c’è ancora troppa incertezza, soprattutto in riferimento alla componente degli alti costi dell’energia, per ipotizzare che l’inflazione abbia già raggiunto il suo picco.