I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, alle 16h26, trattano prevalentemente in calo. Il Btp rende il 4.038% e il Bund il 2.4900%, portando lo spread in restringimento a 155 pb.
Il faro del mercato obbligazionario resta puntato sulle prospettive future della politica monetaria delle Banche centrali, con quella Giapponese che oggi ha comunicato la decisione di lasciare i tassi fermi, ponendosi in una politica ultra-accomodante, in controtendenza rispetto alle altre banche centrali. Per quanto riguarda Fed e Bce, negli scorsi due giorni, entrambe le banche hanno lanciato messaggi con tono da falco e i mercati hanno risposto con un ragionevole appiattimento delle curve. Nel caso dei titoli di Stato dell’Eurozona, un rialzo dei tassi di 25 pb nella riunione della Bce di luglio è stato considerato praticamente certo, dato che il presidente della Bce Christine Lagarde ha ribadito la necessità di un ulteriore inasprimento fino a quando l'inflazione non scenderà al tasso target del 2%, mentre i forward del mercato monetario devono ancora stabilire se il tasso terminale sarà al 3.75% o al 4%. Secondo gli strategisti di Unicredit Research, un ulteriore appiattimento sembra probabile, ma nel breve termine i mercati potrebbero prendersi una pausa.
Per quanto attiene il quadro macroeconomico, oggi è stato pubblicato il dato sull’inflazione di maggio per l’Eurozona, che si conferma al +6.1% su anno e invariata su base mensile; il dato italiano su base congiunturale segnala una variazione positiva pari allo 0.3%, in linea con le attese (precedente: +0.4%). Aumenta oltre le attese il costo del lavoro del primo trimestre, attestandosi al +5% yoy (atteso +3.3%, precedente +5.6%).
Oltreoceano, Treasury in rialzo. Il decennale rende il 3.798% e il biennale il 4.777%.