In linea con la giornata di ieri, prosegue il riavvicinamento dei tassi di interesse dei titoli di Stato decennali italiani e tedeschi. Alle ore 17h07, il costo di finanziamento del Btp a dieci anni è in calo a 3,64%, mentre il rendimento del Bund alla stessa scadenza si stabilizza intorno al 2,01%. Il differenziale tra i titoli si appiana a 162,56 punti base. Gli esperti di Intesa Sanpaolo ritrattano le previsioni di crescita dell’Italia per il biennio 2023-2024, scendendo a +0,7% rispetto al +1% stimato tre mesi fa. Per l’Eurozona, a novembre l’inflazione è calata a 2,4% rispetto al 2,9% del mese di ottobre, valori ben lontani rispetto a quelli dello scorso anno, quando a ottobre 2022 il tasso registrato era al 10,1%. In UE, l’inflazione si è attestata al 3,1% dopo il 3,6% di ottobre: rispetto al mese scorso, l’inflazione a novembre è scesa in ventuno stati membri, aumentata in tre e rimasta stabile in tre. Abrdn, sull'obbligazionario, sostiene che i titoli governative e investment grade nel 2024 registreranno ottime performance, in un probabile scenario di rallentamento della crescita economica e dell’inizio di un ciclo di taglio dei tassi da parte delle Banche centrali. Secondo l'analisi poi, nonostante sia improbabile che nel 2024 vedremo un esaurimento dei risparmi dei consumatori più rapido rispetto a quanto preventivato dal mercato, qualora ciò dovesse verificarsi, a uscirne vincitori sarebbero ancora i titoli di Stato. Infine, Arbdn esprime fiducia sul settore bancario: “Anche se quest'anno abbiamo assistito ad alcuni fallimenti bancari di alto profilo, riteniamo che la maggior parte delle grandi banche abbia bilanci solidi e dimostri una buona redditività”. Con gli spread dei rendimenti obbligazionari ancora elevati, questo garantirebbe buone opportunità selettive.