Cresce la domanda per i titoli di Stato dell’Eurozona. Alle ore 16h30 il Btp italiano a 10 anni tratta in contrazione con un costo di finanziamento del 4,11%. Leggermente meglio il Bund tedesco il cui rendimento si attesta al 2,39%. In calo il dato sullo spread Btp/Bund, che segna a 172,77 punti base.
Sono attese per la giornata di oggi le pubblicazioni sul rating di Grecia e Francia. Secondo Unicredit Research, è molto probabile che Fitch promuoverà la Grecia ad investment grade, dopo che a fine ottobre il Paese aveva già ricevuto una promozione da parte di Standard & Poor. La raccomandazione, stimata da BB+ a BBB- (outlook stabile), rispecchierebbe l’impegno del Paese nell’ultimo anno nel riportare il debito pubblico a un livello più sostenibile. Per la Francia, aspettative meno rosee: un anno fa il Paese aveva ricevuto un outlook negativo da parte di S&P, e ad oggi mantiene un livello di debito pubblico che mal si sposa con i criteri richiesti per il mantenimento del suo rating attuale (AA). Gli esperti ritengono tuttavia che l’agenzia di rating non declasserà i titoli di Stato francesi, attendendo l’esito della revisione della spesa pubblica.
Per l’Italia, il Pil è stato rivisto in positivo dello 0,1%. Per gli analisti di Ing, “la piccola revisione a rialzo non modifica il quadro: l'economia è attualmente in stagnazione e probabilmente continuerà a esserlo anche nel quarto trimestre”. Sul quadro generale, preoccupa il settore manifatturiero: l’Indice Hcob Pmi ha registrato a novembre un valore di 44,4 punti, in discesa dai 44,9 di ottobre, segnalando un forte peggioramento dello stato di salute del settore manifatturiero italiano. La contrazione del settore manifatturiero non è però esclusivamente italiana: l’indice Pmi per la zona euro, che nel mese di novembre è cresciuto a 44,2 da 43,1, rimane saldamente sotto la soglia dei 50 punti, denotando una flessione del settore.