Non appena la volatilità presente sui mercati finanziari si è attenuata, conferendo così agli investitori più fiducia nell’utilizzo di asset più rischiosi, i titoli di Stato hanno iniziato a risentirne, subendo tutt’ora vendite diffuse riflesse nell’aumento dei loro rendimenti a scadenza; nello specifico i Btp italiani sul decennale rendono ora l’1,011%, in netto aumento dai valori della giornata di ieri, mentre i Bund tedeschi di medesima scadenza il -0,3285%, altrettanto in rialzo come lo spread, il cui valore è pari ora a 134,5 punti base.
Nel contesto statunitense i rendimenti dei Treasury sono ugualmente in salita, ma rimane anomalo il rendimento sul ventennale maggiore di quello sul trentennale, in particolare l’1,897% contro l’1,834% attuali, che può mettere in difficoltà il settore finanziario; quanto al rendimento del T-Bond con scadenza a dieci anni, esso si porta attualmente vicino all’1,5%.
In merito al tema inflazione si è espressa poi Fitch Ratings, avvertendo come i tassi di interesse globali potrebbero aumentare prima del previsto, questo perché la longevità dello shock inflazionistico ha colto di sorpresa le Banche centrali, che stanno ora anticipando l'inizio della normalizzazione delle loro politiche monetarie, inoltre, Fitch si attende che la Federal Reserve provveda all’innalzamento dei tassi di interesse a Settembre del prossimo anno, mentre la Banca centrale europea potrebbe mantenere la sua posizione più dovish, conservando i tassi fermi fino al 2023, ma su questo punto l'economista europea di Dws, Ulrike Kastens, precisa che a causa delle divisioni osservate tra i membri della Bce, l'incontro del 16 Dicembre potrebbe risultare "insolitamente emozionante”, contribuendo ad un aumento della volatilità.