Continua a crescere la domanda di titoli dei paesi europei. Alle ore 17h00, il rendimento del Btp a dieci anni cala ancora al 3,58%, registrando una discesa di 5 punti base, mentre il costo di finanziamento del decennale tedesco, dopo il crollo della giornata di ieri, si conferma sotto al 2%, ora a 1,97%. Tratta ancora in contrazione il differenziale tra i titoli, a 161,48 punti base, avendo toccato in mattinata un valore minimo sotto i 160 punti.
Gli investitori, nonostante la Bce non si sia ancora espressa in favore di un possibile taglio dei tassi per il prossimo anno, si aspettano che la Banca centrale seguirà la scia della Fed, la quale invece ha già annunciato che il 2024 sarà l’anno della svolta “dovish”. "In quanto Banca centrale della più grande economia del mondo, l'operato della Federal Reserve è rilevante, ma non determina le decisioni monetarie della Bce", ha affermato Luis de Guindos, il vicepresidente della Banca centrale europea, ribadendo ancora una volta che le decisioni sui tassi dipenderanno esclusivamente dai prossimi dati. Ci offre una prospettiva diversa Mauro Valle, head of fixed income di Generali Investments Partners, sostenendo che il rallentamento dell’inflazione potrebbe favorire i primi tagli già per la metà del 2024. L’esperto si aspetta che "dopo il movimento verso il basso osservato nelle scorse settimane, per i tassi si profili un'oscillazione laterale ancora per qualche mese, in attesa di ulteriori conferme sullo scenario macroeconomico". Da escludersi un taglio dei tassi già per i prossimi mesi, considerando gli indicatori di crescita ancora troppo deboli.