Inizio settimana stabile per i prezzi dei titoli di stato occidentali. Il Btp a dieci anni quota ora 81 euro con un rendimento del 3,2%, mentre il Bund scende al di sotto dei 90 euro con uno yield del +1,12%. Stessa situazione per il Treasury decennale, il cui rendimento è fermo al 3,1%. Partendo proprio dal mondo obbligazionario, secondo diversi studi gli analisti ritengono che la presenza di rendimenti più elevati non sia sempre sinonimo di maggiore appetibilità. I prezzi obbligazionari sono diventati più sensibili ai movimenti dei tassi, specialmente sulle lunghe scadenze. Oltre ai rendimenti dei titoli di stato, anche gli spread del credito sono in aumento, così come gli yields dei corporate bonds e quelli relativi al debito dei mercati emergenti.
Per quanto riguarda il contesto UE, è uscito oggi il dato relativo al sondaggio Sentix dell'Eurozona, il quale è arrivato a -22,6 a maggio contro il consenso di -20,8 (indagine in calo per il terzo mese consecutivo). Nel rapporto si legge che le conseguenze economiche del conflitto in Ucraina stanno diventando sempre più negative, con una probabilità di recessione (o quanto meno di accentuata flessione) sempre più alta, vista anche la limitata capacità della banca centrale di agire a causa dell'attenzione all'inflazione. In effetti, gli economisti della Bce favorevoli ad aumenti dei tassi nel breve periodo sono sempre più numerosi; Holzmann (BCE) ha affermato in un’intervista che le mosse possono essere di 25 pb ciascuna, ma “aumentare i tassi sopra lo zero l'anno prossimo sarebbe un segnale forte per il pubblico, anche se ci sarebbe ancora una buona parte della strada da percorrere prima di raggiungere tassi neutrali per l'economia”, conclude il capo della banca austriaca.