Recentemente la Bce si è espressa in merito alle previsioni dell’inflazione e della crescita per i prossimi 2 anni, supportando la teoria secondo la quale il rialzo dei prezzi vedrà un severo rallentamento nel 2023, quando le interruzioni alla supply chain daranno inizio al loro allentamento ed il costo degli energetici comincerà a scendere; Il tasso d'inflazione medio stimato per il 2023 è all’1,4%, molto al di sotto del target della Bce posto al 2%.
I rappresentati della Banca centrale europea hanno poi affermato che non sarà necessario attuare un aumento dei tassi d'interesse se l'inflazione si rivelerà, come da previsioni, transitoria, almeno non nel breve e medio termine.
Il prossimo meeting di politica monetaria è previsto per Dicembre, probabilmente la Bce manterrà gli acquisti obbligazionari in maniera più "soft" anche dopo la scadenza del Pepp prevista per fine Marzo, ma ciò sarà possibile solo se il tasso di inflazione stimato risulterà vicino all’obbiettivo del 2%; per quanto riguarda la crescita economica invece, si stima un aumento del 5% del Pil in area Euro quest’anno, un miglioramento dello 0,2% rispetto al dato precedente.
Intanto i rendimenti dei titoli di Stato quali Btp italiani e Bund tedeschi con scadenza decennale sono ora in lieve rialzo, portandosi rispettivamente allo 0,967% ed al -0,2430%, con il loro spread al momento al pari della chiusura precedente, a 121 punti base.
Nonostante stia superando la dura situazione imposta dalla pandemia, l'Europa ha molteplici sfide dinnanzi a sé, tra queste emerge la necessita di attuare uno sforzo concreto per il contrasto delle strozzature sulle catene di approvvigionamento, ed il periodo festivo a cui stiamo andando in contro ne testerà certamente l’efficacia.