I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, alle ore 16:36, si mostrano contrastati.
Il costo del finanziamento del titolo decennale italiano, il Btp, è in calo dello 0.31% e si attesta al 4.525%.
Allo stesso modo il Bund tedesco subisce una variazione negativa pari allo 0.37%, attestandosi al 2.7080%.
Consegue uno spread in calo, a 181.63 pb.
Le scadenze più brevi paiono più interessanti per via dell’inversione della curva dei tassi, dal momento che i mercati prevedono ancora un livello di inflazione elevato nell’immediato. A conferma di questa aspettativa, la dichiarazione di ieri del numero uno di Bce, Christine Lagarde, che in un’intervista al gruppo editoriale spagnolo Vocento ha parlato di un aumento dei tassi di 50 pb a marzo.
In questo contesto, oggi la prima fase di collocamento della 19esima edizione del Btp Italia, ha raggiunto i 2.5 miliardi di euro. Il Tesoro ha fissato la cedola minima reale al 2%, in rialzo dall’1.6% della scorsa emissione di novembre 2022. La cedola definitiva sarà stabilita all'apertura della quarta giornata di emissione, nella mattinata di giovedì 9 marzo e potrà essere confermata o rivista al rialzo. Il rendimento effettivo annuo si aggira intorno al 6%.
Considerato il livello dei rendimenti raggiunto dai mercati internazionali dei titoli di Stato, le possibilità di un ulteriore aumento diminuiscono notevolmente, rendendo probabile un andamento laterale nel breve termine, prima che i rendimenti statunitensi tornino a scendere, afferma Florian Spaete, di Generali Investments.
Generali Investments prevede che i rendimenti statunitensi a 10 anni, alla stesura al 3.950%, scenderanno al 3.5% e quelli dei Bund tedeschi a 10 anni si ridurranno al 2.4% su un orizzonte di un anno.