I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono generalmente stabili, con il livello dello 0% che rimane a un passo per il Bund a 10 anni, i quali al momento rendono il -0,010% e si portano sopra ai massimi segnati l’11 gennaio. Il tasso di finanziamento del Btp decennale è all'1,388%. Dopo la salita fatta in mattinata dallo spread tra Italia e Germania, al momento il differenziale tra i rendimenti dei titoli dei due paesi fa fatica a scendere, rimanendo sempre intorno a quota 140 punti base. Secondo gli esperti di DZ Bank le prospettive economiche sono migliorate con l’inizio del nuovo anno, principalmente considerando il presupposto che “l'incidenza dei casi di Covid-19 diminuirà in modo significativo entro l'inizio dell'estate”, situazione che “potrebbe portare i rendimenti dei Bund in territorio maggiormente negativo già nei prossimi sei mesi”, concludono gli analisti. Tuttavia, guardando al mercato americano, oggi assistiamo ad una grande delusione dell’indice New York Empire Manifacturing che è sceso da 31,9 punti a dicembre a -0,7 punti a gennaio. Tale calo è stato guidato da cali nei sottoindici delle spedizioni, degli ordini e delle consegne, i quali sembrano dimostrare che la ripresa post-pandemia sia in realtà più in difficoltà del previsto e tuttora in una fase di stallo. In risposta a questo, il rendimento dei Treasury decennali si porta ora a quota 1,841%, livello che non vedeva da gennaio 2020.
Terza giornata consecutiva al rialzo anche per l’indice del dollaro americano, che con un attuale +0,26% incide sulle quotazioni dei cambi più importanti. In particolare, euro/dollaro sfonda al ribasso il supporto formatosi a 1,14, così come il rapporto sterlina/biglietto verde perde lo 0,45%, annullando le performance positive dell’ultima settimana.