Giornata tranquilla sui principali mercati obbligazionari occidentali. Dopo un leggero rialzo segnato in mattinata, il rendimento del decennale italiano torna al momento sui propri passi all’1,375%, mentre lo yield del Bund tedesco si porta a -0,036%. Spread in leggero aumento a 145 punti base.
Per quanto riguarda il mercato americano, il Treasury decennale resta di poco sopra all’1,8%, registrando però un modesto calo di volumi rispetto ai massimi raggiunti il 19 gennaio. Continua invece l'ascesa ormai parabolica dei rendimenti del Treasury a due anni, ormai a quota 1,180%; lo spread esistente tra questi due yields continua a ridursi, segnale che -statisticamente parlando- ha accompagnato fasi molto difficili per l’economia reale.
E’ uscito oggi il dato statunitense sui prezzi Core PCE -il quale riflette i cambiamenti di prezzo rispetto all’anno scorso dei beni e servizi esclusi quelli relativi al cibo e all’energia-, che ha registrato un aumento del 4,9%, in calo rispetto al mese precedente e inferiore alle aspettative; solitamente, un dato più negativo di quanto gli investitori si aspettano porta una riduzione del valore del dollaro, il cui indice infatti interrompe la cavalcata iniziata il 14 gennaio e lascia respirare i cambi con l’euro e la sterlina. Sempre per quanto concerne il mercato americano, è uscito anche il dato mensile sulla spesa personale dei consumatori (che viene spesso usato per stimare il Pil del paese), il quale è diminuito dello 0,6% rispetto al +0,4% precedente.
Sul fronte delle materie prime, il greggio e il natural gas continuano a salire, guadagnando per ora rispettivamente l’1,87% e il +7,80%.