Salgono i rendimenti delle obbligazioni governative più importanti. Il Treasury decennale americano si attesta per ora a quota 1,765%, accompagnato dalla risalita degli yield dei titoli a 5 anni al livello dell’1,530%. In Europa la sorte è la medesima sia per i rendimenti dei BTP a dieci anni, i quali si avvicinano al fine settimana intorno all’1,340%, sia dai Bund tedeschi che si portano a -0,051%, lasciando tuttavia inalterato lo spread a 138,2 punti base. Il dato uscito in mattinata sulla Trade Balance riferisce che la zona Euro è passata a novembre a un modesto disavanzo commerciale (pari a 1,5 miliardi) rispetto all’ampio surplus di 25 milioni registrati nel novembre 2020. Restando nel contesto UE, la presidente della Bce Christine Lagarde afferma di continuare ad avere fiducia nel calo dell’inflazione, restando in ogni caso pronta a modificare la politica monetaria per raggiungere tale obiettivo:” Prenderemo ogni misura necessaria ad assicurare il raggiungimento dell’obiettivo di inflazione del 2% nel medio termine” afferma la presidente. Spostandoci nel mercato americano, solo da inizio anno il prezzo del future del petrolio è aumentato del 12%, segnando al momento un ulteriore rialzo del +0,89%, puntando ai massimi di 85 dollari al barile conquistati a ottobre scorso. Frena la discesa del future del dollaro americano, con un impatto sul rapporto con la sterlina, la quale trova una resistenza già sentita più volte nel corso degli ultimi mesi a quota 1,37. Tra le altre controparti, il calo del biglietto verde risulta più pronunciato particolarmente nei confronti dello yen, il cui cambio continua a scendere per la terza seduta consecutiva di 35 punti base.