Giornata di rimbalzo per i prezzi dei titoli di stato occidentali; il Bund tedesco decennale rimbalza sui 91 euro con un rendimento ad ora in calo al +0,87%, mentre il Btp italiano si riporta sopra gli 86 euro con uno yield del 2.5%. Partendo da considerazioni di tipo macroeconomico, merita sottolineare il peggioramento delle previsioni sull'economia mondiale stimate dal Fondo monetario internazionale, soprattutto a causa della guerra in Ucraina. Nell'aggiornamento del World Economic Outlook, l'Fmi prevede una crescita del 3,6% nel 2022 e nel 2023 (rispetto alle aspettative di gennaio pari rispettivamente al 4,4% e al 3,8%). Nel rapporto si legge che il taglio delle previsioni "riflette l'impatto diretto della guerra in Ucraina e le sanzioni contro la Russia”; in particolare, “questa crisi avviene in un momento in cui l'economia globale non si è ancora ripresa dalla pandemia”, sottolineando che l'inflazione in molti Paesi era già aumentata a causa degli squilibri causati dalle politiche di sostegno intraprese durante la pandemia. “Gli ultimi lockdown in Cina potrebbero provocare nuovi colli di bottiglia nelle catene globali di approvvigionamento"; in questo contesto, la Bank of China ha deluso le attese dei mercati mantenendo invariati il tasso LPR a un anno al 3,7% ed il tasso LPR a cinque anni al 4,6%, mandando in ribasso le borse di Shanghai e Shenzhen e facendo perdere allo yuan più dell’1% del valore contro il dollaro americano. Nonostante quanto detto, alcuni analisti di BlackRock mantengono la loro esposizione sull’azionario, in quanto “i rendimenti a lungo termine sono destinati a salire ancora perché gli investitori esigono un premio più elevato per il rischio a fronte di livelli elevati di inflazione e debito”.