Fine settimana stabile per i rendimenti dei titoli di stato occidentali. Lo yield del Btp a dieci anni è fermo al 2,73%, così come quello del Bund rimane sui 90 punti base. Partendo proprio dal contesto europeo, il capo economista della Bce ha affermato oggi che l'intera economia dell'UE dovrà adeguarsi alla presenza di prezzi energetici più elevati, in quanto l’Europa è ancora lontana da un percorso di riduzione di inflazione, dovendo affrontare molte incertezze e nuovi colli di bottiglia dai blocchi della Cina e dalla guerra in Ucraina. Lane ha affermato che l'attuale focus è su un modo prudente e solido di avere la normalizzazione dei tassi di interesse, la cui scala e tempistica sono ancora però un punto di discussione. Oltre a questo, è uscito oggi il dato sull'IPC di aprile dell'Eurozona, il quale è arrivato come previsto al 7,5% a/a, con l’indice core a +3,5% a/a rispetto al 3,2% previsto; la scomposizione delle componenti mostra che energia (+38%) e alimentari (+6,4%) sono i protagonisti dell’aumento dei prezzi. Per quanto riguarda invece la crescita economica dell’eurozona, il dato del Pil è cresciuto dello 0,2% nel primo trimestre (e +5% rispetto all’anno scorso), ma viene evidenziato da Eurostat che la crescita post-pandemia si è indebolita nettamente verso la fine del periodo per via della guerra e dell’inflazione ai massimi. In questo contesto, la Germania ha evitato per un soffio la recessione (con un PIL a +0,2% t/t rispetto al precedente 0,3%), mentre il PIL francese è rimasto fermo allo 0,0% t/t a causa dell'ulteriore rallentamento dell'attività dei servizi. Infine, il PIL italiano (-0,2% t/t) e quello spagnolo (+0,3% t/t) sono andati entrambi incontro ad una riduzione maggiore delle aspettative.