Giornata di contrazioni per i rendimenti dell’obbligazionario mondiale. In Eurozona, alle ore 16h55, il Bund decennale rende il 2,36%, mentre il Btp alla stessa scadenza il 3,84%. Il differenziale tra i titoli resta fermo a 148 punti base. In calo anche il costo di finanziamento dei Treasury statunitensi a dieci anni, ora a 4,25%.
Geoffroy Lenoir, co-cio mutual funds di Ofi Invest AM, fa notare come i rendimenti di lungo periodo a gennaio abbiamo avuto un leggero recupero rispetto al mese precedente, con il Bund decennale che all’avvicinarsi delle festività natalizie era sceso sotto la soglia del 2%. Questo, secondo l’esperto, potrebbe dipendere da tre fattori. "Il primo di questi è di natura tecnica, in quanto si lega a nuove emissioni primarie. Infatti, è molto comune che, quando gli emittenti vanno sul mercato per rifinanziarsi (come accaduto a inizio anno), in un momento come quello attuale in cui la domanda per obbligazioni è molto forte, quotino principalmente titoli a lunga scadenza, andando così ad aumentare la pendenza della coda della curva dei rendimenti", spiega Lenoir. Il secondo fattore riguarda il contesto macroeconomico. Dopo aver evitato la recessione, “i fondamentali dell'Eurozona sembrano indicare una leggera ripresa per il 2024, spinti anche da un'inflazione che procede verso l'obiettivo del 2%” sia in Ue ma anche negli Stati Uniti. Infine, il terzo fattore fa riferimento alle parole dei vertici delle Banche centrali. Secondo Ofi Invest AM, le dichiarazioni fino ad ora lasciano intendere che un taglio nel corso dell’anno ci sarà. “E' nostra opinione che le migliori opportunità arriveranno dal segmento delle obbligazioni corporate e dai fondi sui mercati monetari", conclude Lenoir.